La storia della Trentino Volley

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La storia della Trentino Volley ha origini piuttosto recenti ma radici decisamente profonde. E’ il 23 maggio 2000 quando Diego Mosna, imprenditore del settore delle carte speciali con la sua Holding Diatec, decide di compiere il grande passo convinto dall’amico e consigliere Alberto Ciurletti: acquistare dalla storica Porto Ravenna i diritti sportivi di serie A1 e portare in Trentino Alto Adige la grande pallavolo.
Nei precedenti dieci anni il fenomeno volley aveva trovato la sua naturale collocazione a Mezzolombardo, dove la locale Società nel giro di un lustro era stata in grado di conquistare la promozione in Serie A2 ed avvicinare alla pallavolo un numero sempre crescente di appassionati.
Diego Mosna, che di quella squadra era stato sponsor col marchio Diatec, decide di credere in un movimento che iniziava ad entusiasmare la provincia, mai prima di allora arrivata ai livelli massimi in una delle principali discipline sportive; per farlo chiede ed ottiene l’appoggio del Gruppo Itas Assicurazioni, già main sponsor di Mezzolombardo. Il suo Presidente, Cav. Edo Benedetti (nella foto a sinistra assieme a Mosna ed Alberto Ciurletti), diventerà il primo tifoso della squadra ed il prestigioso marchio ITAS accompagnerà la squadra nelle prime tredici annate.

 

L’ITAS Diatec affronta la prima stagione di Serie A1, 2000/01, fortemente caratterizzata dall’inaugurazione del PalaTrento (struttura che poi ospiterà tutte le partite casalinghe della Società). Il taglio del nastro si svolge in occasione della prima partita interna del campionato di Serie A1 contro Padova di fronte a quasi 3.000 entusiasti spettatori. L’obiettivo salvezza viene centrato alla penultima giornata e la Società chiude il campionato al dodicesimo posto. Giombini, Goriuochev, Mester e Boskan sono le prime stelle a vestire la maglia gialloblù e ad aiutarla a confermare la presenza nella massima serie, ma nella rosa figurano anche due giocatori trentini: il centrale Alberto Marcolini e il giovanissimo opposto Matteo Burgsthaler che, dieci anni dopo, tornerà in rosa nel ruolo di centrale dopo una lunga esperienza fra Serie B1 e A2 diventando decisivo per la conquista di Coppa Italia 2012 e Scudetto 2013.

 

Il progetto prende maggiore consistenza nella successiva stagione 2001/02, quando a Trento arriva il palleggiatore, due volte Campione del Mondo con la Nazionale Italiana, Paolo Tofoli. L’Itas Diatec Trentino conquista l’accesso alla Final Four di Coppa Italia e, dopo aver chiuso quell’esperienza in semifinale al Forum di Assago perdendo contro Cuneo, fallisce l’obiettivo minimo, l’accesso ai playoff scudetto.

 

Al termine della stagione il Presidente Diego Mosna sente che è il momento di dare un nuovo impulso alla sua creatura e decide di investire maggiori risorse anche grazie all’ingresso di Grundig fra i main sponsor. All’allenatore Bruno Bagnoli (già tecnico delle prime due stagioni) per l’annata 2002/03 viene consegnato un organico che può contare sull’arrivo di tanti ottimi giocatori come i russi Choulepov e Kazakov, l’opposto Sartoretti ed il libero Sorcinelli che vanno ad affiancarsi a Fortunato e Tofoli. Arriva inoltre un assoluto fuoriclasse: Mister Secolo Lorenzo Bernardi. Il giocatore più forte del Mondo (nella foto a destra con la maglia dell'Itas Diatec Trentino), che ha vinto tutto con la Nazionale Italiana e con la Sisley Treviso.  Essendo Bernardi nato a Trento diventa sin da subito il simbolo della squadra che inizialmente si regala vittorie in serie prima di dover fare i conti con gli infortuni che ne compromettono il cammino. In Coppa Italia, organizzata fra Trento e Bolzano proprio dalla Trentino Volley, l’eliminazione stavolta arriva ai quarti di finale mentre in campionato sono i Campioni d’Italia di Modena ad imporre lo stop dopo cinque combattutissime gare dei quarti di finale.

 

L’appuntamento con un risultato di un certo significato per l’Itas Diatec Trentino arriva nella stagione successiva, 2003/04, quando sulla panchina gialloblù si siede il Professor Silvano Prandi, in sostituzione di Bruno Bagnoli. La struttura della squadra è simile a quello del campionato precedente ma i risultati sono diametralmente differenti: trascinata proprio da Bernardi e Sartoretti (fresco vincitore del campionato europeo con la nazionale italiana), l’Itas Diatec Trentino vince la regular season e si propone come la principale favorita per lo scudetto. L’assalto ai Playoff anche in questo caso risulta però sfortunato e condizionato dagli infortuni, che costringono ai box Sartoretti, Bernardi e Kazakov. La squadra, già eliminata ai quarti di finale da Cuneo in Coppa Italia, deve arrendersi in quattro gare contro Perugia e salutare il sogno tricolore.
Nell’estate del 2004 i due russi Choulepov e Kazakov rientrano in patria e Lorenzo Bernardi, a fine contratto, lascia la squadra della sua città per andare a Macerata.

 

E’ l’alba di una nuova rivoluzione che porta nella stagione 2004/05 a Trento il nuovo astro nascente della pallavolo italiana Cristian Savani, a cui viene affiancato l’esperto Goran Vujevic. In sestetto trova spazio il forte centrale tedesco Stefan Huebner. Il cammino dei gialloblù diventa però subito in salita con la precoce eliminazione dalla Challenge Cup (prima storica partecipazione ad una coppa europea della Società) e poi anche dalla Coppa Italia, in questo caso per mano della Sisley Treviso. Dopo una bruciante sconfitta a Montichiari il tecnico Silvano Prandi viene sostituito alla guida della squadra dal Direttore Tecnico del settore giovanile Andrea Burattini; manca poco alla fine della regular season e l’inizio di Playoff è promettente: Trento vi arriva da ottava e ciò nonostante va sul 2-0 nei quarti di finale contro la capolista Piacenza prima di subire la rimonta degli emiliani ed uscire al primo turno dai play off.


Nella stagione 2005/06 sulla panchina gialloblù Burattini sarà il secondo allenatore, mentre il primo allenatore diverrà l’esperto brasiliano Radames Lattari, già coach della nazionale verdeoro. Lasciano la squadra Tofoli, Sartoretti, Vujevic, Sorcinelli e Huebner, per fare spazio rispettivamente a Meoni, Andrè Nascimento (opposto titolare della Nazionale Brasiliana campione del Mondo), Morsut, Bari e l’olandese Kooistra. Il nuovo corso della squadra, creata dal General Manager Giuseppe Cormio, arrivato da Padova al pari di Meoni e Morsut, è decisamente più giovane ed intrigante, e regala subito soddisfazioni: nei momenti cruciali Trento c’è e conquista per la seconda volta l’accesso alla Final Four di Coppa Italia superando nei quarti Macerata e per la prima volta supera il primo turno dei Playoff Scudetto eliminando Modena (nella foto a sinistra la gioia gialloblù al PalaPanini dopo la qualificazione). Nelle semifinali di entrambe le competizione arrivano però le brusche eliminazioni ad opera di Cuneo, in Coppa, e Treviso nei Playoff, che non tolgono comunque il sorriso per la sin lì miglior stagione di sempre della storia gialloblù.

 

Radames Lattari viene confermato sulla panchina anche per la stagione 2006/07, ma deve fare a meno di Savani, sostituito da Cosimo Gallotta; significativo e strategico l’arrivo del giovane e promettente polacco Winiarski così come quello nei quadri dirigenziali di Riccardo Michieletto, che torna alla Trentino Volley in veste di Team Manager (carica che ricopre tutt’ora) dopo una militanza come giocatore fra il 2002 e 2003. L’annata è avara di soddisfazioni in quanto i gialloblù non si qualificano alla Coppa Italia e strappano la qualificazione ai playoff solo all’ultimo venendo però eliminati ai quarti di finale da Cuneo.

 

Il Presidente Mosna ed il General Manager Beppe Cormio progettano nell’estate del 2007 la squadra che di fatto aprirà il ciclo d’oro della Trentino Volley. Salutato Radames Lattari, per la panchina si punta su un nome assolutamente sconosciuto, quello del bulgaro Radostin Stoytchev che a Trento porta con sé il secondo allenatore Sergio Busato; entrambi arrivano dalla Dinamo Mosca. Arrivano giocatori importanti e di assoluto livello come l’opposto bulgaro Vlady Nikolov ed il suo connazionale, formidabile giovane talento, Matey Kaziyski, martello di grandissime qualità fisiche che i due allenatori avevano avuto proprio a Mosca nei due anni precedenti. Assieme a loro il mercato regala altri colpi importanti come l’acquisto del regista Nikola Grbic (da Piacenza, dove va a finire Meoni), il centrale Jeroncic e quello di Birarelli da Verona, operazione quest’ultima che si rivelerà preziosissima anche per il futuro. La stagione 2007/08 parte quindi sotto i migliori auspici: Trento vola subito in testa alla classifica ma esce ai quarti di Coppa Italia contro Treviso. I Playoff Scudetto, a cui accede dopo aver vinto la regular season, la fanno tornare in fretta in auge: la squadra non sbaglia più un colpo sino alla finale, regolando Modena e la grande favorita Roma. La finale con Piacenza è incerta sino all’ultimo atto: dopo una vittoria per parte si va alla bella che si gioca al PalaTrento tutto esaurito. Il 7 maggio 2008, Trento si impone 3-0 e si cuce sulla maglia il primo scudetto della sua  storia (nella foto in alto i festeggiamenti).

 

In città impazza la Volley Mania: per le strade di Trento vanno in scena caroselli di auto che giungono sino in Piazza Duomo dove si celebra la festa tricolore. La stagione 2008/09 registra l’addio di uno dei protagonisti dello scudetto Nikolov che verrà sostituito dal brasiliano Vissotto. La stagione è condizionata dalla precoce eliminazione ai quarti in Coppa Italia ad opera della Sisley Treviso ma illuminata e resa indimenticabile dalla conquista della Champions League, conclusa con percorso netto, dodici vittorie in dodici gare, il 4 aprile a Praga superando in Finale la squadra greca dell’Iraklis Salonicco davanti ad oltre mille tifosi gialloblù giunti in Repubblica Ceca per l’occasione. Questo successo in campo europeo aprirà una lunga serie  di vittorie internazionali (nella foto a sinistra i festeggiamenti alla O2 Arena di Praga). In campionato, invece, il cammino è brillante sino alla Finale Scudetto, che però regala una grande amarezza: il titolo finisce proprio a Piacenza, capace di vincere stavolta la quinta ed ultima gara in un PalaTrento ancora una volta tutto esaurito e colmo di entusiasmo.

 

Anche nella stagione successiva, quella 2009/10, l’assalto alla Scudetto fallisce all’ultima partita: il V-Day, gara unica per l’attribuzione del titolo italiano, giocato a Bologna vede l’Itas Diatec Trentino soccombere contro Cuneo dopo aver letteralmente dominato la stagione in Italia e nel Mondo. Le partenze di due pezzi pregiati come Winiarski e Grbic (passato proprio a Cuneo) sono infatti state assorbite perfettamente dall’arrivo del registra brasiliano Raphael e del fantastico schiacciatore italo-cubano Osmany Juantorena, che con Kaziyski, nuovo capitano, forma la coppia di attaccanti più forte al mondo. La squadra, affidata ancora una volta a Stoytchev, vince tutto quello che c’è da vincere tranne, appunto, lo scudetto. Nell’ottobre 2009 arriva il primo titolo Mondiale per Club, torneo organizzato dalla FIVB a Doha (Qatar) con la presenza dei club campioni dei rispettivi continenti, poi in rapida successione arriva la conquista a Montecatini della prima Coppa Italia e la seconda Champions League, ottenuta a Lodz (Polonia), avendo la meglio sulla Dinamo Mosca. Proprio il regista Raphael è, suo malgrado, assente nella parte finale di stagione a causa di una frattura alla mano destra e viene sostituito dal polacco Zygadlo.


L’assalto al titolo tricolore, dopo due finali perse consecutivamente, riprende nella annata 2010/11, in assoluto la migliore della Trentino Volley, che nel frattempo ha accolto il ceco Jan Stokr al posto di Vissotto nel ruolo di opposto. Oltre allo Scudetto, vinto nel V-Day a Roma contro Cuneo, il palmares si arricchisce del secondo Mondiale per Club, ottenuto sempre a Doha e la terza Champions League conquistata davanti al pubblico amico del PalaOnda di Bolzano (nella foto a destra capita Kaziyski alza il trofeo). Trentino Volley aveva infatti ottenuto l’ambita organizzazione della Final Four europea portando nel capoluogo altoatesino il grande volley internazionale. La vittoria sui russi del Kazan, dedicata alla memoria di Alberto Ciurletti scomparso pochi giorni prima, segna in assoluto il momento più alto della storia della Società gialloblù, eccezionale sia nell’ottenere le vittorie che nel farsi apprezzare per una organizzazione di altissimo livello.

 

Nella stagione 2011/12 il General Manager Cormio lascia partire Sala ed il brasiliano Riad, per far posto al promettente centrale greco Djuric e riportare in rosa il trentino Burgsthaler. La squadra di Stoytchev vince subito il terzo Mondiale per Club a Doha e, per la prima volta, la Supercoppa italiana. A febbraio arriva anche la vittoria in Coppa Italia, ma da lì in poi il sestetto gialloblù si blocca cedendo in semifinale allo stesso Kazan in Champions League nella Final Four di Lodz ed in finale scudetto contro Macerata perdendo al quinto set, al Forum di Milano, quella che sarà l’ultima edizione del V-Day.
Il colpo da assorbire è pesante, anche perché proprio pochi giorni prima del V-Day, la Società deve dare l’ultimo saluto al suo storico tifoso, il Cavalier Edo Benedetti, morto all’età di 90 anni.

 

Con il medesimo sestetto della stagione precedente l’Itas Diatec Trentino riparte nel 2012/13, ritrovando subito confidenza con la vittoria: l’ormai tradizionale appuntamento in Qatar per il Mondiale per Club allunga la striscia iridata dei gialloblù (nella foto a destra i festeggiamenti in Piazza Duomo al rientro) mentre a Milano viene vendicata la sconfitta con Macerata nel V-Day vincendo in questo caso per la seconda volta consecutiva la Coppa Italia. La Champions League, invece, è un torneo che non regala soddisfazioni: Juantorena e compagni vengono eliminati agli ottavi di finale dalla Dinamo Mosca e per la prima volta con entrano nella Final Four. L’annata però si chiude con lo scudetto (il terzo di sempre) che torna a Trento dopo una serie di cinque gare di finale giocata contro Piacenza. L’eroe della stagione è Giacomo Sintini: il palleggiatore, tornato proprio in questa annata all’attività sportiva dopo un anno e mezzo di stop passato a sconfiggere il cancro, si ritrova catapultato in campo per la prima volta da titolare proprio in gara 5 a causa di un nuovo infortunio alla mano occorso a Raphael. A “Jack” non tremano mani e gambe e conduce la sua squadra alla vittoria al PalaTrento il 12 maggio 2013, alzando non solo il trofeo di campione d’Italia ma anche il titolo di miglior giocatore.

 

La stagione 2013/14, è fortemente caratterizzata dalla partenza di Kaziyski, Juantorena, Raphael, Stokr, Djuric, Bari e di Stoytchev, allenatore delle tante vittorie e dall’uscita di scena del main sponsor Itas Assicurazioni che, dopo le prime tredici stagioni in cui aveva griffato le maglie della prima squadra segnando col suo marchio la storia recente della pallavolo trentina e italiana, ha deciso di dedicare il suo impegno esclusivamente al settore giovanile. La nuova denominazione della squadra è diventata “Diatec Trentino”, con il gruppo del Presidente Mosna e l’azienda di marketing territoriale della Provincia di Trento che hanno assunto a tutti gli effetti quindi il ruolo di title sponsor. Ha preso il via quindi un nuovo corso, in cui il vice Roberto Serniotti è diventato il primo allenatore, la fascia di capitano è stata assegnata a Birarelli e la squadra, affidata in regia all’esperto palleggiatore statunitense Donald Suxho, è stata strutturata con tre giovani stranieri di talento come il forte opposto bulgaro Tsvetan Sokolov, il portoghese Ferreira e l’argentino Solé ma soprattutto con i giovani italiani Filippo Lanza, Michele Fedrizzi e Antonio Da Paola frutto del massiccio e costante lavoro svolto negli anni dalla società nel settore giovanile. Trento a fine ottobre 2013 abdica dal trono iridato, classificandosi terza al Mondiale per Club (nella foto in alto i gialloblù sul podio) svoltosi in Brasile ma solo dopo aver messo in bacheca un altro trofeo: il 9 ottobre il capitano Birarelli, centrale della Nazionale azzurra, alza il primo trofeo del nuovo corso, quando i gialloblù vincono la Supercoppa Italiana sconfiggendo al PalaTrento la grande favorita Macerata. Nel gennaio 2014 la Società rinforza la propria struttura organizzativa, reinserendo nell'organigramma la figura del General Manager: a ricoprire tale incarico è Bruno Da Re, storico dirigente della pallavolo italiana, reduce da una pluriennale esperienza a Modena dopo aver vinto tutto con Treviso. Una grande vittoria casalinga proprio contro Modena, ottenuta a fine gennaio, porta la Diatec Trentino alla Final Four di Coppa Italia dove viene sconfitta in semifinale da Piacenza che poi vincerà la Coppa. In Champions League solo gli infortuni e la compagine russa del Belgorod, quella che può essere considerata la squadra più forte al mondo, eliminano Trento ai quarti di finale. Il finale di stagione è poco fortunato: la squadra viene eliminata dalla stessa Modena nei Quarti di Finale dei Playoff Scudetto, viene invitata a partecipare nuovamente al Mondiale per Club 2014 (in scena ai primi di maggio a Belo Horizonte) ma in questo caso si ferma già alla fase a gironi.

 

La stagione 2014/15 è quella che vede la Trentino Volley tornare a livelli di eccellenza assoluta in tutte le competizioni a cui prende parte. A contribuire al rilancio della Società di via Trener ci pensano i rientri a Trento dell’allenatore di tutti i successi più importanti, Radostin Stoytchev, e di due giocatori simbolo della precedente epopea gialloblù lo schiacciatore Matey Kaziyski ed il palleggiatore Lukasz Zygadlo. La squadra creata in estate assieme al General Manager Bruno Da Re non parte coi favori del pronostico ma in breve tempo riesce a togliersi parecchie soddisfazioni, mantenendo costantemente inviolato il PalaTrento (a fine anno sarà espugnato solo una volta, da Mosca, in ventiquattro gare ufficiali) e guadagnando in fretta le posizioni più nobili della classifica della neonata SuperLega (il format che ha sostituito il tradizionale Campionato di Serie A1). A fine dicembre la Diatec Trentino ottiene il titolo di Campione d’inverno superando al fotofinish Modena anche grazie al successo casalingo nello scontro diretto per 3-0 ed ha già conquistato la qualificazione alla Final Four di Coppa Italia. Parallelamente prosegue senza intoppi anche il cammino europeo in Coppa CEV (che il Club gialloblù torna a giocare a distanza di dieci anni dall’ultima volta e dopo sei partecipazioni consecutive in Champions League). Kaziyski, ben spalleggiato da Lanza e Nemec, conduce i suoi sino alla finale dei due rispettivi trofei, che però sfuggono di mano ai trentini proprio all'ultimo atto: a vincere la Coppa Italia 2015 è proprio Modena grazie al 3-1 imposto al PalaDozza di Bologna l’11 gennaio mentre l’addio al trofeo europeo arriva tre mesi dopo aver ceduto al golden set ancora una volta alla Dinamo Mosca nel match di ritorno giocato in Russia. La delusione per aver solo sfiorato due obiettivi di altissima portata si trasforma in stimolo per il rush finale del campionato: al tabellone dei Play Off Scudetto, oltretutto, Trento arriva come testa di serie numero uno grazie alla vittoria della regular season - anche questa ottenuta allo sprint sempre su Modena - che vale anche la nuova qualificazione alla Champions League. Per cercare di arrivare il più avanti possibile, la Società completa il poker di ritorni eccellenti tesserando anche Mitar Djuric (in passato centrale ed ora opposto); il suo arrivo risulta decisivo perché anche grazie ai  punti che il greco realizza la Trentino Volley supera Molfetta nei quarti di finale in due gare e Perugia in semifinale in tre combattutissime sfide. Nella serie di cinque partite che assegna il tricolore l’avversario è di nuovo Modena, che sfiora la vittoria in gara 1 (ad appannaggio di Birarelli e compagni in rimonta da 0-2 a 3-2), vince gara 2 al PalaPanini e poi subisce due pesantissimi 3-0 che consegnano il quarto scudetto alla Società del Presidente Mosna. Mercoledì 13 maggio è una data storica per la pallavolo trentina, che si aggiunge ad altre altrettanto importanti: Trento chiude proprio al PalaPanini il conto e festeggia (nella foto a sinistra il momento) il titolo di mvp del giovanissimo Simone Giannelli, diciottenne palleggiatore cresciuto nel Settore Giovanile, portato nella rosa della prima squadra solo otto mesi prima e diventato assoluto protagonista della parte finale di stagione.

 

La stagione 2015/16 vede quindi Trentino Volley ripresentarsi al proprio pubblico di nuovo con lo scudetto sulle maglie ma senza due storici giocatori come Kaziyski (che tornerà però in tempo per i Play Off, dopo aver vissuto l’intera annata in Giappone) e il capitano Birarelli, passato a Perugia. La fascia passa sul braccio di Filippo Lanza, che rappresenta perfettamente il nuovo corso della Società, proiettata verso il futuro con un gruppo ulteriormente ringiovanito e per cinque tredicesimi costruito in casa. Grazie all’ottimo lavoro svolto nei precedenti anni dal Settore Giovanile, il confermatissimo allenatore Stoytchev può contare infatti su promettenti prodotti del vivaio come De Angelis, Nelli, Tiziano Mazzone e Simone Giannelli – promosso titolare a tutti gli effetti in cabina di regia dopo l’exploit nel precedente finale di stagione. I nomi nuovi sono quelli del Capitano della Nazionale Slovena Urnaut (fresco di medaglia d’argento agli Europei), del miglior muratore dell’ultima SuperLega Van de Voorde e di Antonov, martello italo-russo già nel giro della Nazionale che aveva iniziato a giocare tredici anni prima proprio in provincia di Trento nel Volley Mezzolombardo.
L’avvio regala subito forti emozioni grazie alla sconfitta solo al tie break nella Supercoppa Italiana al PalaPanini contro Modena, storico avversario superato poi di fronte ad un PalaTrento gremito appena un mese dopo in campionato. Nell’impianto di via Fersina in SuperLega si deve inchinare anche la Lube Civitanova (grande favorita per la vittoria finale del campionato). Nonostante gli infortuni – che condizioneranno sino in fondo l’annata gialloblù colpendo più giocatori durante l’intera stagione – , la Diatec Trentino occupa costantemente le prime posizioni della classifica di regular season, che chiuderà al terzo posto, e procede spedita sia in Champions League sia in Coppa Italia, centrando in entrambe le manifestazioni l’accesso alla Final Four. Se la qualificazione all’appuntamento conclusivo del massimo trofeo nazionale (poi terminato al secondo posto dopo lo 0-3 nella finale sempre con Modena ad Assago dopo aver eliminato in semifinale proprio la Lube) poteva apparire scontata, non lo era affatto invece quella alla più prestigiosa manifestazione europea.
Con la Champions League Trentino Volley conferma di avere sempre un rapporto privilegiato, sbaragliando la concorrenza nella prima fase a gironi (dove regola senza problemi Tours, Maaseik e Salonicco) e stupendo poi anche nei Playoffs grazie alle doppie vittorie prima sui belgi del Lennik e poi sui formidabili russi del Belgorod. La Final Four, giocata nuovamente in Polonia nella splendida Tauron Arena di Cracovia davanti ad oltre dodicimila persone, regala ancora una volta un risultato di altissimo profilo: Djuric e compagni vincono nettamente la semifinale di nuovo con la Lube e poi si portano avanti 2-0 nella finale prima di subire il ritorno dei Campioni in carica del Kazan che ottengono il secondo titolo europeo consecutivo solo al tie break vincendo 13-15. L’amarezza per aver solo sfiorato l’impresa e la quarta vittoria della propria storia in Champions viene ben presto lenita dall’orgoglio per essersi messe dietro ben 26 fra le squadre più forti d’Europa e dalla presenza di ben tre giocatori trentini nel sestetto ideale: il palleggiatore Giannelli (diventato nel frattempo una splendida realtà della pallavolo mondiale - qui sopra nella foto), il centrale Solé e lo schiacciatore Urnaut.
Oltre duecento tifosi accorsi a Cracovia per seguire l’evento offrono il giusto tributo alla squadra, che poi ritrovano al PalaTrento già qualche giorno dopo per giocarsi la fase finale dei Play Off. La corsa verso la conferma dello scudetto è però ricca di sofferenze, come già mostrato nelle cinque estenuanti gare dei quarti di finale con Molfetta. In semifinale si rinnova la sfida con Modena; gli infortuni hanno tolto diverse alternative a Stoytchev (fra tutti il capitano Lanza e Nelli, grande protagonista nella serie coi pugliesi e contro il Belgorod in Champions) e così l’allenatore bulgaro chiede gli straordinari a Kaziyski che, dopo essere rientrato dal Giappone, gioca anche da opposto regalando in questo ruolo l’unica vittoria nel confronto con gli emiliani. La DHL sfrutta al massimo il fattore campo in gara 1 ed espugna due volte il PalaTrento, mettendo la parola fine alla prima stagione, dopo otto, senza titoli ma con tanti spunti interessanti e potenzialità per il futuro.

 

La stagione 2016/17 vede Trentino Volley inaugurare un nuovo ciclo; nel luglio 2016 la conduzione tecnica della squadra passa dalle mani di Radostin Stoytchev a quella di Angelo Lorenzetti, allenatore che nel recente passato ha spesso sfidato il Club gialloblù in epiche sfide quando sedeva prima sulla panchina di Piacenza e poi, più recentemente, su quella di Modena. Lorenzetti arriva a Trento accolto favorevolmente dalla piazza anche perché ha appena conquistato con la formazione emiliana il triplete (Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto). A sua a disposizione trova un sestetto in cui i cambiamenti rispetto alla precedente annata sono davvero limitati. Nel ruolo di opposto, al posto di Mitar Djuric (passato in estate a Verona),  c’è il ceco Jan Stokr, cavallo di ritorno graditissimo ai tifosi. L’inizio di stagione, dopo un breve ritiro pre-campionato in Valsugana, non è dei più semplici; la Diatec Trentino deve subito registrare due sconfitte nella Final Four di Supercoppa Italiana che dimostrano come sia inizialmente più indietro rispetto a Modena, Perugia e Civitanova. Il quarto posto rimediato al PalaPanini al termine della prima competizione non demoralizza però il gruppo, anzi; lo motiva ed offre un obiettivo importante, che ogni giorno diventerà sempre più vicino: giocarsela alla pari contro chiunque.
L’avvio di campionato è infatti decisamente positivo; la prima sconfitta arriva solo dopo sei vittorie consecutive a Piacenza. In mezzo c’è stato spazio anche per la partecipazione al Mondiale per Club 2016; invitati dalla Fivb a Betim (Brasile) come vice-campioni d’Europa, Lanza e compagni vincono il girone della prima fase e poi si inchinano ai russi del Kazan nella semifinale iridata prima di conquistare il bronzo al termine di una spettacolare finalina contro gli argentini del Bolivar (superati al tie break). Il terzo posto mondiale si rivela utilissimo non solo per le convinzioni che riesce ad offrire alla squadra ma anche per la qualità di gioco raggiunta in breve tempo giocando cinque partite in altrettanti giorni di soggiorno in Sudamerica. Al rientro in Italia la Diatec Trentino si posiziona subito dietro Civitanova in classifica e riuscirà a mantenere sino in fondo alla regular season tale preziosissimo posto. E’ al PalaTrento che la squadra di Lorenzetti offre il meglio di sé, tant’è vero che al termine dell’annata agonistica farà registrare il miglior ruolino di marcia di sempre della propria storia fra le mura amiche: 23 vittorie consecutive ed una sola sconfitta. A gennaio c’è spazio per l’esordio nell’annuale edizione della Coppa CEV (sfiorata due anni prima) e per la Coppa Italia; la Diatec Trentino stupisce superando senza problemi i primi turni del torneo europeo giocati contro due compagini finlandesi, ma anche conquistando l’accesso alla finale del torneo nazionale, superando prima Monza nei quarti e poi Modena (campione uscente) in semifinale. La terza finale consecutiva di Coppa Italia dice però anche in questo caso male a Giannelli e compagni, che perdono a Bologna per 1-3 lasciando il trofeo alla Lube Civitanova. Il colpo da assorbire non è semplice, ma la squadra dimostra di avere grande carattere e nel giro di poche settimane blinda il secondo posto in campionato e conquista la Finale di 2017 CEV Cup, avendo la meglio di Piacenza nel derby italiano e poi anche del Fenerbahce Istanbul. L’ultimo atto del trofeo europeo contro i francesi del Tours si gioca nel bel mezzo dei Play Off Scudetto; la Diatec Trentino dà l’impressione di potersi assicurare il primo posto grazie ad uno splendido 3-0 casalingo nella gara d’andata, ma poi vanifica tutto nel match di ritorno in trasferta, lasciando ai transalpini il successo per 1-3 nella partita regolare e poi anche il golden set, come accaduto nel 2015 a Mosca.
Anche in questo caso, però, la sconfitta genera una bella reazione d’orgoglio; così nei Play Off Trento, che nei quarti aveva superato senza problemi Monza, in semifinale Scudetto ha ragione a gara 5 della corazzata Perugia. La squadra umbra, costruita in estate acquistando i migliori giocatori in circolazione, si inchina alle legge del PalaTrento ed esce di scena; per Trentino Volley è l’ottava finale Scudetto della propria storia, dove ritrova uno dei suoi storici avversari: la Lube Civitanova di Sokolov e Juantorena.
Proprio gli ex sono i giustizieri dei gialloblù, che lottano ma cedono la serie di partite e lo scudetto già in gara 3 dopo sfide molto differenti fra di loro. Per il secondo anno consecutivo la Società di via Trener non può festeggiare titoli ma le rimane comunque addosso la convinzione di aver aperto un nuovo ciclo importante, con giocatori giovani ma già maturi come Giannelli e Lanza, che hanno potenzialità in grado di farla crescere ancora sotto la guida di Lorenzetti. Non a caso la dirigenza trentina aveva provveduto a rinnovare, già durante la stagione, il loro contratto. 

PROSSIMA PARTITA

Trento, giovedì 23 novembre 2017 (PalaTrento)

ore 20:30 Diatec Trentino - Top Volley Latina

ULTIMA PARTITA

Perugia, mercoledì 15 novembre 2017 (PalaEvangelisti)

ore 20:30 Sir Safety Conad Perugia - Diatec Trentino 3 - 0

Giocatori

Jan Kozamernik
  • Kozamernik Jan
  • 22 Anni
  • 4
  • Slovenia
  • Centrale
  • 24/12/1995
Scheda
Uros Kovacevic
  • Kovacevic Uros
  • 24 Anni
  • 2
  • Serbia
  • Schiacciatore
  • 06/05/1993
Scheda
Oreste Cavuto
  • Cavuto Oreste
  • 21 Anni
  • 5
  • Italy
  • Schiacciatore
  • 05/12/1996
Scheda
Matteo Chiappa
  • Chiappa Matteo
  • 24 Anni
  • 8
  • Italy
  • Libero
  • 06/07/1993
Scheda
Pier Paolo Partenio
  • Partenio Pier Paolo
  • 24 Anni
  • 15
  • Italy
  • Palleggiatore
  • 06/02/1993
Scheda
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RASSEGNA STAMPA

17 novembre 2017
Venerdì 17 novembre 2017
16 novembre 2017
Giovedì 16 novembre 2017
15 novembre 2017
Mercoledì 15 novembre 2017
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